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Doppia Esposizione - il blog di Taut
Il blog di Taut

Laboratorio di scritture e altre discipline

Immagine del redattore: Redazione
Redazione
4 giorni fa
Tempo di lettura: 5 min


Poetessa di Madrid, laureata in Antropologia Americana, collabora con diverse riviste digitali, come «Tam-tam press», «Almiar» e «Vallejo & Co.». Le sue poesie sono uscite in riviste e antologie, ha pubblicato la plaquette Con le ossa all’aria e le raccolte Dita da Martini-Dry (Premio Joaquín Benito de Lucas 2013), Uccelli tattoo (2018) e Yukón (2022), da cui sono tratti i testi che vi proponiamo nella traduzione di Alberto Pellegatta.



ULULATO / III


e un’altra volta Zeus rapisce Europa 


e hanno giocato come teenagers a allattare i loro castelli

i loro assai rosei panzers

aggirando il pianeta dei ciechi

i discorsi-

le fake-news-

puro-matto/muro-malato

tra le perturbate terre del Congo grandi città paesini

arachidi crude

tra le mie

tra le due rive del Rio Grande _attraversiamo

le linee rosse

_lentamente attraversiamo misurando

le pulsazioni del petto

di traguardo in traguardo le “glaciazioni

quasi dicembre


*

AULLIDO / III


y Zeus otra vez raptando a Europa


y jugaron como teenagers a amamantar sus castillos

sus sonrosadísimos panzers

circunvalando el planeta de los ciegos

los discursos-

las fake-news-

puro-loco/muro-enfermo

entre las perturbadas tierras del Congo grandes urbes paisitos

los cacahuetes crudos

entre los míos

entre las dos orillas del Río Grande _cruzamos

las líneas rojas

_lentamente las cruzamos kilometrando

las pulsaciones del pecho

de hito en hito las “glaciaciones

casi diciembre


*


DONNA


senza “essere” senza riconoscimento - ancora -

dalle linee opache di ponente neppure

tu e tu neppure tu donna_

al femminile plurale

alza la mano / la tua voce / la tua lingua senza tremare

             schiaccia il play_

adesso hanno messo (lo fanno sempre)

«il tavolo _troppo alto

a meno di mangiare in punta di piedi»

non importa non importa

il tuo occhio vede oltre il rosa _pastello delle televisioni

al femminile plurale

sempre muller toujours femme sempre donna

il Nuovo Crescente Fertile sta illuminando_

un Olmo - senza tetto -

non è mai stato così brillante il Viola


*


DONNA


sin “ser” sin reconocimiento - aún -

desde las líneas opacas del poniente ni siquiera

tú y tú ni tú tampoco mujer_

en femenino plural

alza tu mano / tu voz / tu lengua sin temblor

aprieta el play_

ahora han puesto (siempre lo hacen)

«la mesa _demasiado alta

a menos que comamos de puntillas»

no importa no importa

tu ojo ve más allá del rosa pastel de las televisiones

en femenino plural

sempre muller toujours femme sempre donna

el Nuevo Creciente Fértil está alumbrando_

una Olma - sin techo -

nunca fue tan brillante el Violeta


*


YUKON


no

non si tratta del rosso o del giallo

sugli oceani di foglie

si tratta - di aquile calve - di orsi

_lì circondati da montagne senza nome

dove i remi sono forti e le braccia lunghe

come i giorni _sotto la cupola del mondo

assiduamente

abbiamo la solitudine abbiamo fame

scambiamo con l’alce: :: un pezzo di cuore

vivo e pulsante

l’intensità senza rischi non esiste

sulla montagna bianca

dove file di uomini esausti un giorno si arrampicarono

- senza pause -

con la febbre dell’oro conficcata nel cervello



presto rinasceremo puliti

per la forte vicinanza: baie blu

svassi



(nota: Norma Kassi, nazione Vuntut gwitchin)


*


YUKÓN


no

no se trata del rojo o el amarillo

en los océanos de hojas

se trata - de águilas calvas - de osos

_ahí rodeados de montañas que no tienen nombre

donde los remos son fuertes y los brazos largos

como los días _en la cúpula del mundo

asiduamente

tenemos soledad tenemos hambre

intercambiamos con el alce :: un trozo de corazón

vivo y latiente1

la intensidad sin riesgo no existe

en la montaña blanca

donde hileras de hombres agotados un día treparon

- sin descanso -

con la locura del oro hincada en su cerebro



pronto renaceremos limpios

por toda vecindad bayas azules

somormujos


*


AYMARA


(…) Non voglio la bellezza, voglio l’identità.

Clarice Lispector


e troppo in alto

- un’altra testa -

isole galleggianti di totora tappeti di quinoa dorsali

di patate di siccità a volte

l’ululare dei fenicotteri come la prua della freccia

sul lago - siamo ancora puri -

tra milioni di scheletri

imploriamo la pioggia a punta di incenso

poco a poco estraggo la memoria

qui non ci sono pioppi né salici

_né esistono fiori stupendi

siamo la puna

i soli congelati



nelle vene delle colline madre

_nella fredda notte scoprirò i miei occhi

per accompagnare i morti che non se ne sono andati

come quei re di pietra stanchi di guardare il cielo

balliamo festeggiamo camminiamo

come le antiche caravane

verso nessun luogo

come un uomo solo che scappa alla morte

per il cammino inca

verso le valli del Rio delle Amazzoni

_sganciate


*


AYMARA                                                      


(…) No quiero la belleza, quiero la identidad.

Clarice Lispector


y a demasiada altura

- otra cabeza -

islas flotantes de totora alfombras de quinua los camellones

de papas de sequía a veces

el ulular de los flamencos como en proa de flecha

sobre el lago - aún somos puros -

entre millones de esqueletos

imploramos la lluvia a punta de sahumerio

de a poquitos extraigo la memoria

aquí no hay chopos ni sauces

_ni despampanantes flores existen

somos la puna

los congelados soles



en las venas de los cerros madre

_en la fría noche desvelaré mis ojos

para acompañar a los muertos que no se han ido

como esos reyes de piedra exhaustos de mirar al cielo

bailamos celebramos caminamos

como las antiguas caravanas

hacia ningún lugar

como un hombre solo que escapa a la muerte

por el camino inka

hacia los valles del Amazonas

_descolgados


*


BLUES


accelerare

rimanere un po’

sentire il tuo cuore incollato al mio

la prima volta remota

sotto la macchina del tempo

senza nulla da fare una mattina

colorata tazza di sole/binario di grano

in eterno movimento

desideri sempre

quello che non puoi ottenere in due metà

dividere la luna

il lato bello e quello spaventoso della falena

senza zone fertili

il tuo cuore di tungsteno

Zagora vicina notturna

la mattina

in cui il metano vomiterà gli uccelli

in cui suono così sola

che non potrei non raggiungerei

la piuma al volo


*


BLUES


acelerar

quedarse un poco

sentir tu corazón pegado al mío

la primera vez remota

bajo la máquina del tiempo

sin nada que hacer una mañana

colorada taza de sol/riel de trigo

en eterno movimiento

siempre deseas

lo que no puedes conseguir en dos mitades

partir la luna

lo hermoso y lo aterrador de la polilla

sin territorio fértil

tu corazón de wolframio

Zagora cerca nocturna

la mañana

donde el metano vomitará los pájaros

donde sueno tan sola

que no podría no alcanzaría

la pluma al vuelo

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